Genuvino pro Università di Torino

In primo piano

Grazie all’aiuto del blogger SimodiVino posso contribuire ad aiutare il Dott. Marco Remondino, [Ricercatore universitario presso la Facoltà di Economia dell'Università di Genova e Professore presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell'Università di Torino] che sta conducendo una ricerca sull’influenza di vari fattori che portano all’acquisto di un vino e che ha un occhio di riguardo verso quel bizzarro universo enoico fatto dai tanti blog, webzine, portali enogastronomici e via dicendo.

Vi invito quindi a cliccare sull’immagine e a compilare la brevissima scheda.

Orsù!

Le tribù del vino

Qualche tempo fa, non ricordo nemmeno come, venni a sapere del blog di Francesco Guccione e della sua vicenda viticola, che l’ha portato a ricominciare da capo un mestiere duro e magnifico. Ed ho cominciato a seguirlo, rivedendoci un po’ il mio solitario e folle tentativo di cominciare a produrre vino nella mia terra natia, la Versilia.

Nel mentre ho letto un paio di articoli di un vignaiolo che non conosco personalmente e di cui non conosco neppure i vini (devo rimediare, lo so), ma che stimo molto per quel che scrive (e perché è un fan di Bruce Springsteen, ovvio), Corrado Dottori.

Pochi giorni addietro sono ritornato sul blog di Francesco.

Ho letto un paio di articoli arretrati ed infine mi sono soffermato su quello dal titolo “La tribù della Sicilia Occidentale”.

Non voglio togliere né aggiungere nulla al post di Francesco, che potete leggere qui, ma trovo che l’idea della federazione di tribù sia una soluzione molto valida per creare sul territorio una fitta rete di contatti, conoscenze e aiuto reciproco, specialmente in zone dove la coesione è tutt’altro che presente. Condivisione secondo me è la parola che dovrebbe essere il nucleo fondante delle tribù. Condivisione di metodi, di vedute, di sperimentazioni in campo e in cantina. Condivisione con i giovani viticoltori ed i giovani appassionati di vino, per avvicinare gli uni ad un’etica produttiva e gli altri ad una gustativa.

Serve però, a mio parere, anche unità e delle linee guida precise, chiare, nette, condivise appunto, del fare vino “naturale”, altrimenti si rischia di rimanere al punto in cui siamo, con i medesimi problemi e le medesime scissioni.

Io sono a favore delle tribù locali e se ci sarà modo di stringere rapporti per formarne una nelle mie zone sarò ben felice di dare una mano.

Podere Spazzavento e gli autoctoni toscani

Parlare di Podere Spazzavento non è facile perché i vini mi sono piaciuti tutti e perché Fabio Piceni Belli è simpaticissimo ed accomodante come pochi! Mettici poi che l’azienda è molto giovane (primo imbottigliamento 2003), che lavora seriamente in regime biologico e vinifica solo varietà autoctone toscane ed il gioco è fatto. Divento di parte in men che non si dica!

foto from: web

Ma a parte tutto i vini sono buoni e alla fin fine è questo che conta. L’Eulalia è un mix non convenzionale di Vermentino e Colombana in cui si riconoscono le caratteristiche tipiche del Vermentino coltivato nell’interno. Bevuto a temperatura non troppo fredda da il meglio di se. Il Pirro è vino da beva, che s’esalta col cibo. E mi piace perché non facendo passaggi in legno resta leggero e godibile. Altro vino da accompagnare al cibo è il DOCG Chianti, da Sangiovese e Colorino “governati” con l’antico metodo della doppia fermentazione, che ha una complessità maggiore rispetto al Pirro, grazie anche all’appassimento dei grappoli di Colorino che vengono aggiunti durante il “governo”. Un uvaggio toscanissimo anche nel Dedicato al Nonno, forse il mio preferito: Sangiovese, Ciliegiolo e Canaiolo. Da un bicchiere così non puoi che aspettarti tutti i profumi ed i sapori vivaci della Toscana, un bel colore vivo e un tannino equilibrato. Da berne parecchio! Al top di gamma, tanto per parlare  un po’ accademico c’è il Grano delle Formiche. Sangiovese e Colorino per un IGT con due belle spalle toste ed una struttura da vinone. Per il mio gusto personale da non amante della barrique forse in questo vino se ne sente un po’ troppa, ma alla fine il bel nome che si è fatto lo merita tutto. Bravo Fabio, devo venire a trovarti appena posso, che c’ho da fare un po’ di scorta!

Casteldelpiano è in Lunigiana: sapevatelo

Si parte con il Pianpiano 2008. Andrea e Sabina vinificano separatamente le uve dopo aver tenuto lo Chardonnay in barrique con i suoi lieviti, Durella e Pinot Grigio in acciaio. Ne esce un vino che unisce la freschezza floreale e minerale ad una struttura avvolgente e quindi ne giovano piacevolezza e bevibilità.

Il Groppolungo 2009 è anch’esso un blend assai ganzo di Vermentino Nero, Merlot e Syrah più altri vitigni minori locali. Secondo me ha bisogno di un altro paio di anni in bottiglia ma, comunque, chi è impaziente di bere troverà già ora un vino fresco e aromatico come solo Syrah e Vermentino Nero potrebbero dare, dritto e di gran beva come piace a me.

Infine il Melampo 2009, uno dei Pinot Nero facenti parte della novella associazione  “Appennino Toscano – Vignaioli di Pinot Nero”, con gente sparsa per i principali territori montani della Toscana. Pieno nel colore, un turbine di frutti e erbe aromatiche. Alla giusta temperatura sfodera anche dei tannini niente male. Come per il Groppolungo credo abbia bisogno di pazientare ancora un po’ di lune.

Infine Andrea e Sabina, simpaticissimi e con la giusta dose di intraprendenza che in Toscana svicola verso la pazzia (Malaparte docet). E visto che oltre al Casteldelpiano (Merlot 100%) è mancato l’amatissimo Pepe Nero, ovvero il loro Vermentino Nero in purezza, sarà abbligatoria una giornata in Lunigiana. E consiglio anche a voi di farci un salto e di tenerli d’occhio perchè la faccenda è molto interessante!

Oh, ego dixit! (oggi sono in vena di motti latini, che ci volete fa’?!)

A cozy vinous ester tra voglie londinesi, vino e mecojoni.

Domani ricomincia la routine mattiniera sveglia-colazione-doccia-bicicletta-treno- pisa-lezione-treno-bicicletta-casaperpranzo. La confortevole routine dell’avere le mattine pianificate al millisecondo, chè se sgarri e perdi il treno è un porca troia fino a sera.

Insomma, ultimo giorno di questa breve e confortevole pausa pasquale che in UK definirebbero cozy (o almeno così ho appreso stamani leggendo uno dei blog più impregnati di vita che abbia mai letto. Grazie di esistere “Machedavvero”) e che io ho passato con la testa nel vino. No, non per far regredire la calvizie, purtroppo, ma scervellandomi a scegliere aziende per la gioia degli enostrippati versiliesi, a mandare email con indegne richieste di lavoro, ad organizzarmi un sundeymonday genovese che “Machedavvero” esclamerebbe mecojoni! e che corrisponde ad Unplugged Unconference + Garage Wines Contest (quel folle manipolo degli organizzatori che sono Luca Risso e Filippo Ronco mi ha nuovamente compreso nella commissione giudicatrice) + TerroirVino.

Una pausa pasquale in cui certe voglie di mettermi in gioco sono tornate prepotenti assieme all’altrettanto prepotente voglia di essere un italiano-all’estero. All’estero e a Londra soprattutto. E siccome le festività mi vestono sempre con un paltò di malinconia che scansati! e aprile poi non ne parliamo, che è il mio mese di nascita e quest’anno son 29 (odio gli auguri: se me li fate vi defollowo a vita, sapevatelo!) e poi anche altro e vabbè son tutte cose che mal sopporto e m’intristiscono…insomma dicevo, stasera, per riprendere un po’ di slancio e seminare gli psicodrammi estenziali mi consolo bevendo in compagnia e il resoconto potrete leggerlo nella nuovissima categoria recentemente inaugurata per i convivi enoici viareggini nella solita enoteca.

Ah, a cozy vinous easter. Ecco una giusta descrizione. Definitiva.

Eventi di Aprile, Maggio e Giugno: date aggiornate.

APRILE

16-17 –> Enolia – Seravezza (LU)

29 –> Ombra delle Mura – Solagna (VI)

MAGGIO

4-6 –> Porto Cervo Wine Festival – Porto Cervo (OT)

4-6 –> Italian Beer Festival (Roma)

5-6 –> Il senso della birra – Viareggio (LU)

5-6 –> Enodissidenze – Torino

5-6 –> Anteprima vini della Costa Toscana – Lucca

17-20 –> Divino Tuscany – Firenze

18-31 –> Vino in Festa – Alto Adige

19 –> Nebbiolo Prima Open – Alba (Cuneo)

19-21 –> Giornate del Pinot Nero – Egna/Montagna (BO)

19-27 –> Milano Food Week – Milano

20-22 –> Vitigno Italia – Napoli

26-28 –> Maremma Wine Food Shire – Grosseto

27 – Cantine Aperte – Italia

GIUGNO

1-3 –> Vini nel Mondo – Spoleto (PG)

1-16 –> Vino in Festa – Alto Adige

1-16 –> Vinòforum – Roma

7-11 –> Radici del Sud – Savelletri di Fasano (BA)

8-10 –> Artebirra – Pasturana (AL)

10-11 –> TerroirVino – Genova

15-17 –> Laghi divini – Bracciano (Roma)

23-24 –> In Fermento – Fivizzano (MS)

I rossi delle sorelle Conti

Il Flores, 2010, è recalcitrante come ogni giovane puledro che si rispetti. Restio ad equilibrarsi è tutto un agguato ai sensi perché l’acidità e gli spigoli tannici si fanno sentire eccome. Solo la freschezza floreale e quella nota lieve di violetta lo placano un po’, ma del resto è un nebbiolo giovanissimo e non ci si può certo aspettare finezze e pienezze di corpo.

Il mix al 50% di Croatina e Nebbiolo che ha nome Zingara comincia ad introdurre il resto della gamma. Tutto frutta e croccantezza, tannico ma succoso, acido, minerale e ruspante senza dubbio. Un gran bel vino da pasto, che col cibo acquista la marcia in più: una beva che te lo fa scolare senza troppi fronzoli.

Il Boca 2006 è un giovanetto nel cuore dell’adolescenza e pure ti si para davanti già scuro, opulento e pieno. Un bicchiere di frutta rossa e un sottobosco umido e austero. Allo stesso modo in bocca il succo e il tannino s’equilibrano perfettamente con la solita spinta acida e minerale, terminando lunghi, molto lunghi.

Il riflesso mattone del Boca 1986 già ti dice tutto. Poi snasi bene bene, osservi ancora, snasi di nuovo. T’arrivano note ossidate e polverose e poi il cuoio e il surmaturo. Bevi e la solita spalla acida sostiene una freschezza invidiabile, una beva ancora pronta e scattante. Solo sul finale ritrovi il surmaturo che ammorbidisce un po’ il tutto.  Avere 26 anni e non sentirli!

Infine un Elixir che è un Boca pseudo-chinato fantastico. Tutto un misto di sensazioni speziate, medicinali, aromatiche e officinali, con nette note di mentuccia, cannella, chiodo di garofano e alloro. Un vero piacere mai invadente.

Il Flores è prodotto senza aggiungere SO2 ed alla stessa maniera saranno prodotti tutti i vini dal 201o a venire.

Sarebbe inutile spendere altre parole infatti tutto questo, e molto di più, lo trovate sulle colline novaresi, dove resistono i vigneti che producono questo piccolo gioiello enoico che è il Boca.

Tutto questo è custodito in un forziere che per le sorelle Conti è il Castello sognato, e poi realizzato, da loro padre, antesignano del roseo futuro del Boca e precursore di metodi produttivi ecologici e poco invasivi.

Tutto quello che posso dirvi infine è di mettervi al volante e passare in questa azienda.

Tutto il resto, tutto quello che conta, lo imparerete lì.

ps con questo post inauguro la categoria “rossorubino”. Ne faranno parte i resoconti delle serate alla Vinoteca Rossorubino (a Viareggio) alle quali riuscirò a partecipare e che, in parte, sono co-organizzate anche dal sottoscritto il quale, sia chiaro, non ci prende nulla. Nè in moneta, nè in prodotti. Ecco, giusto per trasparenza.

La pace insieme alla tempesta: Vivit – Vinitaly 2012

Sentirmi a casa anche nella bolgia del Vinitaly è una sensazione che pensavo di non poter provare e l’ho provata, invece, appena sono entrato al ViViT, il salone indipendente con 128 aziende biologiche e biodinamiche, italiane e straniere. Quello che nei mesi scorsi è stato motivo di grandi discussioni, anche  (soprattutto!) sui blogs e per il quale molte aziende hanno saltato le barricate delle due fiere alternative e non solo. Motivi commerciali? In parte è ovvio e del resto il vino è fatto per essere venduto, ma io credo – o per lo meno lo suppongo e un po’ lo spero – che dietro ci sia anche un po’ di voglia d’unità, voglia di sentirsi parte di un tutto che è quel calderone naturale dove, tra tante differenze reali e presunte, c’è anche molto in comune. E questo, a parere mio, che vale un soldo bucato, dovrebbe sempre prevalere.

Ma a parte i discorsi e le disquisizioni verbali e verbose al ViViT hanno parlato vini e produttori e passati i bicchieri un po’ troppo bollicine-style (ma cortesemente porti da avvenenti signorine, il che fa sempre piacere), i soffitti un po’ troppo bassi e le finestre un po’ troppo chiuse, la prima impressione avuta all’ingresso è stata quella della quiete di casa. Accidenti, è stata una folgorazione di pace interiore e non credo dovuta al fatto che ero appena stato nel vicino padiglione Emilia Romagna, già molto affollato alle 10:30 di domenica 25. È stata proprio l’energia emanata dalle persone presenti, calme, tecniche, interessate, cordiali, sorridenti. È stato un piacere per l’anima nel bel mezzo di una tempesta che sta agitando i vini naturali…o che li agiterà.

Ricordo con immensa goduria alcuni prodotti del consorzio Co.Vi.Bio., su tutti il Pignoletto frizzante sui lieviti dell’azienda Vigneto San Vito, i favolosi vini dell’amico Antonino “Nino” Barraco, Fulvio Bressan che ci sbicchiera un Pignol intramontabile e commovente, un sfilza di vini siciliani del consorzio I Vigneri, che mi hanno lasciato scioccato per la formidabile qualità. Poi Campinuovi e un Montecucco superbo, così come i Chianti old-style di Casale (che Riserva!), Camerlengo e l’omonimo Aglianico del Vulture, i vini dolci di Marco Sara e ancora il Frappato di Occhipinti (peccato che non c’era Arianna), le freschezze orientali di Boris Skerk , alcuni vini di Guttarolo, i gusti estremi di Cantina Giardino e i profumi inebrianti di Dettori. Ricordo ancora una sequenza di vini straordinari, quelli di Nikolaihof Wachau con un Veltliner 1993 fresco come fosse stato vinificato ieri, il millesimato L’Ame de la Terre 2003 di François Bedel, Pierre Frick col Sylvaner 2005, Cosimo Maria Masini ed un Daphné in grande spolvero e, fuori dal ViViT, la strepitosa gamma dell’azienda emiliana La Tosa, con la quale abbiamo cominciato la giornata.

Un grazie di cuore va a Federico Orsi (Vigneto San Vito – Co.Vi.Bio.) per la sua gentilezza, sperando di averlo presto a Viareggio per una super degustazione, a Nino Barraco che rivedo sempre con gran piacere e che ci tratta sempre come fossimo a casa nostra, all’accoglienza calda, ogni volta, di Fulvio Bressan, immancabile come il suo Jeeg Robot appeso al collo. Un grazie poi a Cosimo Maria Masini ed al suo nuovo enologo Alessio Farnesi, che hanno fatto da nostra casa-base, all’amico Urano Cupisti (Flipnews.org; Chaine des Rotisseurs) che ci ha fatto compagnia per qualche assaggio (è sempre un vero piacere e una vera scuola bere con te!). A Massimiliano, infine, (Vinoteca Rossorubino), gran compagno di scorribande enoiche…e ai suoi panini preparati ad hoc con prodotti immensi!

Finisco auto citando ciò che ho scritto pochi giorni fa su Enoiche Illusioni (se volete, qui):

[…]è necessario essere uniti per essere una voce, altrimenti si è solo dei flebili bisbigli, spesso contraddittori. Ecco perchè mi auguro che prevalga il buon senso e che col tempo s’arrivi all’unità, dentro o fuori Vinitaly[…]

E concludo concordando sempre con Jacopo Cossater quando scrive: “Niente sarà più come prima”.

Eventi di Aprile, Maggio e Giugno: aggiornamenti in corso.

I prossimi mesi sono i più impegnativi dell’anno per chi carambola da una fiera all’altra. In giro per lo stivale ce ne sono moltissime. Forse anche troppe.

Per il momento ho in programma quelle sparse tra Versilia e Lunigiana, per ovvi motivi logistici, poi l’immancabile TerroirVino, ma nel corso del tempo ogni aggiunta è possibile. E voi, dove andrete?

APRILE

15-17 –> Italian Beer Festival – Roma

16-17 –> Enolia – Seravezza (LU)

29 –> Ombra delle Mura – Solagna (VI)

?? –> Squisito – San Patrignano (RI)

MAGGIO

4-6 –> Porto Cervo Wine Festival – Porto Cervo (OT)

5-6 –> Il senso della birra – Viareggio (LU)

5-6 –> Anteprima vini della Costa Toscana – Lucca

17-20 –> Divino Tuscany – Firenze

18-31 –> Vino in Festa – Alto Adige

19-21 –> Giornate del Pinot Nero – Egna/Montagna (BO)

19-27 –> Milano Fo0d Week – Milano

20-22 –> Vitigno Italia – Napoli

26-28 –> Maremma Wine Food Shire – Grosseto

27 – Cantine Aperte – Italia

?? –> Benvenuto Vermentino – Castenuovo Magra (SP)

?? –> Squisito – San Patrignano (RI)

GIUGNO

1-16 –> Vino in Festa – Alto Adige

1-16 –> Vinòforum – Roma

7-11 –> Radici del Sud – Savelletri di Fasano (BA)

8-10 –> Artebirra – Pasturana (AL)

10-11 –> TerroirVino – Genova

15-17 –> Laghi divini – Bracciano (Roma)

23-24 –> In Fermento – Fivizzano (MS)

?? –> Mare e Vitovska – Trieste

?? –> Vini nel Mondo – Spoleto (PG)

?? –> Vulcania – Soave (VR)

?? –> Vinum Loci – Gorizia

ps ulteriori aggiornamenti sulle date mancanti arriveranno a tempo debito.