
Foto from: web.
Venerdì 2 settembre 2011 alla vinoteca Rossorubino (Viareggio) c’è stata la serata in inglese a cura dello svizzero Thomas Gromann, proprietario e direttore amministrativo di Therefore – Consulting & Agency, con la passione (e le competenze!) per l’eno-gastronomia e non solo. Assieme ad Urs Ribi infatti ha pubblicato “Picco Vino – Professionell Wein Degustieren”, edito da Screwpull e si dedica a far conoscere il panorama enologico elevetico fuori dal suo paese.
Un’incompatibilità tra pc e proiettore non ha consentito a Thomas di illustrarci al meglio le slides in programma, ma per fortuna l’opuscoletto cartaceo fornitoci ha sopperito a questo disguido tecnico.
La chiacchierata è comunque filata via in un batter d’occhio anche se, lo ammetto, dovendo dividermi tra l’ascoltare, l’osservare le slides, prendere appunti e, infine, assaggiare i 21 vini proposti, alle 23:00 ero un po’ provato.
Ma come si dice: “tutta esperienza che entra”.
Per i motivi appena detti ometto volutamente ogni giudizio sui vini perché non di tutti sono riuscito ad appuntare le impressioni avute. Mi scuserete per questo, così come del non essere riuscito ad indicare il prezzo di ogni bottiglia. Lo metto solamente nei casi in cui sono riuscito a segnarlo ed il prezzo si riferisce all’acquisto in enoteca.
Alla voce Svizzera di Wikipedia troverete inoltre tutte le cartine necessarie a comprendere la geografia elvetica ed i luoghi di provenienza dei vini.
Ma veniamo a noi.
Thomas apre con una panoramica generale che va dai consumi di vino ai gusti della popolazione svizzera e nel mentre ci racconta perché in Italia il vino svizzero non sia amatissimo e vice-versa: per i bianchi la causa è per lo più nell’acidità, che nella maggior parte dei vini elevetici è decisamente bassa. Per i rossi invece la situazione è più moderata ed anzi, si trovano alcuni esempi di vini con livelli d’acidità davvero elevati.
Mi lascia perplessa però l’affermazione secondo cui in Svizzera si farebbe un limitato – per non dire minimo – uso della barrique e che anche la botte grande non sia usatissima. A sentire i vini, a mio parere, non è proprio così.
Dandoci queste notizie ci piazza già nel bicchiere due bollicine.
Il primo arriva da Twann, cittadina sul Lago di Bienne (che assieme a quelli di Morat e Neuchâtel forma la Region der Drei Seen: Regione dei Tre Laghi):
AOC Bendicht Vin Mosseux, Brut, “1617”, Johnanniterkeller
Il secondo invece da Stäfa, comune del Lago di Zurigo:
“M-blanc”, Erich Meier
Entrambi hanno un prezzo che va dai 18 ai 25 euro.
Thomas continua poi spiegandoci a grandi linee i vari territori svizzeri – dei quali sono ignorante a livelli scandalosi (ma da oggi un pochino meno!) – con le principali caratteristiche, i terroirs, i vitigni e le zone più vocate…ed ecco che arriva la seconda mandata di assaggi, con la quale parte il vero viaggio enologico attraverso la Svizzera.
Questi tre vini arrivano dalla cosiddetta Svizzera romanda (la maggior produttrice di vino) ed in modo particolare dai Cantoni di Ginevra e di Vaud :
AOC Fechy, 2009, Domaine La Colombe
AOC Oeil de Perdrix, 2010, Valentin (Domain Jean-Paul Ruedin)
AOC La Côte-Céligny Gamaret/Garanoir, 2008, Le Clos de Céligny
Tutti hanno prezzi intorno ai 25 euro.
Si passa poi a quella che è la più importante zona vinicola (quantomeno per i bianchi), il Canton Vallese che Thomas, per la particolare morfologia delle colline con appezzamenti frazionatissimi, su terrazze e per la conseguente viticoltura eroica, ha paragonato alla zona delle Cinque Terre e dei Colli di Luni, dicendo anche che la maggior parte delle produzioni locali sono accorpate in cantine sociali o grandi gruppi cui afferiscono una moltitudine di piccoli e piccolissimi vignaioli. Purtroppo possiamo assaggiare un bianco soltanto perché l’altro ha avuto qualche problema con il tappo:
AOC Heida (o Païen), “Hurlevent”, 2010, Les Fils de Charles Favre, prezzo circa 30 euro
Anche se il Vallese non è rinomato per i rossi, noi ne assaggiamo ugualmente due:
AOC Dôle du Valais, “La Mouette”, 2010, Selection Movenpick Weinkeller, prezzo circa 10 euro
AOC Humagne Rouge, “Hurlevent”, 2010, Les Fils de Charles Favre, prezzo circa 15 euro
Thomas a questo punto fa un deciso salto a nord, nella Regione dei Tre Laghi (quella del primissimo vino), della quale ci ha portato tre esempi:
Vin de Pays Pinot Gris, 2009, Johanniterkeller
AOC Ligerz Sauvignon Blanc, 2009, Charles Steiner
Twanner Malbec, 2007, Krebs
(Di questi tre vini, purtroppo, non ho appuntato il prezzo. Pardon)
Terminata la prima carrellata cambiano zona e vediamo un po’ che vini sfornano nella Svizzera tedesca (o Deutschschweiz), seconda regione produttrice dopo la Svizzera romanda. Thomas ce ne fa assaggiare alcuni esempi e nel mentre continua la sua chiacchierata per farci capire il perchè ed il per come di questa zona spiccatamente germanofona:
AOC Zurich Raushling, 2010, Staatskellerei, dal vitigno autoctono Raushling, tipico della parte più centrale della Suisse alémanique.
Gli altri vini provengono invece dalle zone estreme. Uno dal nord (Canton Sciaffusa) ed altri tre dall’estremo oriente (Canton Grigioni).
AOC Schaffhausen-Hallau, Cuvée Excellence, 2007, Selection Pierre, Rimuss ud Weinkellerei Rahm AG., vino che ha ottenuto la Bronze Medal 2010 all’International Wine and Spirits Competition. Prezzo circa 35 euro.
Chardonnay “Passion”, 2007, Domaine Donatsch-Malans, prezzo circa 25 euro
Pinot noir “Passion”, 2007, Domaine Donatsch-Malans, prezzo circa 30 euro
Cuvée Noir “PiCaDo”, 2006, Domaine Donatsch-Malans, prezzo circa 25 euro
Si passa infine nella Svizzera italiana (Canton Ticino), la terza e più piccola zona di produzione enologica elevetica.
DOC Ticino Merlot Riserva “Biasca”, 2006, Marco e Vincenzo Meroni. La particolarità di questo vino è che viene prodotto da piante di oltre 50 anni di età, allevate in pergole sparse per il paese di Biasca. Prezzo 14 euro.
DOC Ticino Merlot, “Sassi Grossi”, 2007, Gialdi
Chiude in bellezza Thomas, proponendoci i 3 TOP OF SWITZERLAND:
AOC Schernelz Village Chardonnay Reserve, Charles Steiner. Thomas ci ha detto che il (o la) miglior wine writer svizzero/a (secondo me potrebbe essere una donna: Kerin O’Keefe o Chandra Kurt) lo considera in assoluto il miglior vino di tutta la nazione. Prezzo 35 euro.
Fläscher Pinot noir, 2009, Daniel e Marta Gantenbein. Stando alle parole del nostro cicerone non si trova se non in modestissime quantità oppure in qualche ristorante “stellato” francese o in alcune città americane, come Las Vegas…alla modica cifra di 100 euro tondi tondi.
DOC Ticino Merlot, “Trentasei”, 2005, Gialdi, prezzo 50 euro.
E così si conclude questo tour gitano attraverso l’enologia e la viticoltura elvetiche, col relatore che si è intrattenuto assieme a noi offrendoci il bel “Sassi Grossi” in abbinamento alle succulente leccornie che Massimiliano ha distribuito a fine degustazione.
Bravo Thomas per averci accompagnato per più due ore in un territorio dove per fortuna non esistono soltanto Heidi, le caprette, gli orologi precisissimi, la cioccolata e le caramelle Ricola, il groviera e la marjuana.
C’è anche il vino, perbacco!!!
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