Forse qualche spiraglio di luce s’intravede nelle fosche vicende sul varo e consenguente apertura del galleggiante locale viareggino Maxidò – Santa Monica 2.
Mettendo da parte tutte le mie perplessità sull’indirizzo enologico di questo locale è notizia fresca fresca (sempre da “Il Tirreno” di stamani) che la Viareggio Porto (società a maggioranza pubblica con presidente Alessandro Volpe) ha potuto finalmente pubblicare un bando per
l’affidamento di una porzione di specchio acque alla Madonnina per ormeggiare una barca a motore a bordo della quale si somministrino alimenti e bevande.
Queste le parole riportate nell’articolo di Donatella Francesconi.
Sarà necessario il versamento anticipato ed in soluzione unica del canone annuo, stabilito in 10.000€ .
Il bando, ci dice Francesconi, è con offerta al ribasso così calcolata:
massimo 50 punti per il valore tecnico e qualitativo del progetto e massimo 50 punti per l’entità dell’investimento risultante dal piano finanziario.
Il contratto tra il vincitore e la Viareggio Porto direrà un anno con tacito rinnovo.
A carico dell’aggiudicatario ci saranno
tutte le spese di manutenzione di quanto costituisce arredamento, impianti ed attrezzature, contratti con l’ente erogatore d’energia elettrica e dell’acqua.
Inoltre il vincitore dovrà impegnarsi a
fornire alla Viareggio Porto un elenco aggiornato dei propri collaboratori e dei dipendenti e l’iscrizione dei medesimi agli enti previdenziali.
ed altro ancora, non considerando tutti gli oneri accollatisi dagli ideatori del Maxidò per le pratiche sulla sicurezza della navigazione, le prove tecniche di galleggiamento ed il numero massimo di avventori consentiti.
Non certo una strada sgombra da ostacoli quella del Maxidò. Per adesso è tutto, ma continuerò a seguir la vicenda e a fornire aggiornamenti sui futuri, prevedibili, sviluppi.

