DOCG Carmignano “A”, 2008, Fattoria di Artimino

lentezza e velocità

Avrei dovuto lasciargli il tempo di maturare i tannini, legarli tra loro in una danza di spigolosità e morbidezza, fino alla giusta eleganza. Avrei dovuto permettere ai profumi di compiere la loro naturale evoluzione, di divenir complessi e pure netti, all’acidità di perdere un nonsocchè di pungente, di ingentilirsi. Non l’ho fatto, invece. Ho stappato questa bottiglia ieri sera, ma avrei dovuto attendere un altro paio di anni. Troppo acerba, ma con una buona stoffa, appena celata dietro il velo della giovinezza. Nonostante il mio errore, ha comunque accompagnato egregiamente la cena di ieri. Serve solo un po’ di tempo, ancora.

3 risposte a “DOCG Carmignano “A”, 2008, Fattoria di Artimino

  1. Sul Carmignano, io che sono il massimo dell’ignoranza vitivinicola ed enologica, ma qualche zuppola di storia non mi manca, posso dire che è il vino rosso perfetto, antico di nome e antico di tutela, perfetto di corpo e di grado, perfetto di profumo e di gusto, il mio naturalmente. I disciplinari, intesi almeno come vincoli d’origine, e le memorie storiche, risalgono a epoche della preistoria del vino. E’ veramente un grande vino, indipendentemente dai dosaggi e trattamenti moderni, un vino che non tradisce, che mantiene il ricordo di terre dove si praticava la caccia, odori forti e ormonali. Un vino che a questi fondamentali si associa con infinita eleganza e corposità. Per questo, e senza che nessuno pensi o mi consideri un conoscitore esperto, il Carmignano segnalato mi lascia qualche dubbio. Pronto a ricredermi, se dovessi incappare in qualche bottiglia diversa. Ma di bottiglie di Carmignano ne ho assaggiate, di varia provenienza, e da ignorante puro, ma consumatore sincero, penso di sapere quel che dico e poter dire la mia. In ogni caso rimane il fatto che il Carmignano è per me il migliore rosso per accompagnare la sapidità toscana.

  2. Parlo da ignorante: non conosco affatto il Carmignano. Le parole con cui me lo descrivi sono a dir poco poetiche. Poetiche ma non surreali. Sono forti come il forte della cacciagione. Mi pare ovvio che a questo punto devi snocciolarmi qualche esempio di Carmignano con la C maiuscola, così ch’io possa farmene una cultura.
    Per quanto riguarda la bottiglia in questione penso che sia ancora presto per berne il millesimo 2008. Potrò sbagliarmi ed anzi è quasi certamente così, ma l’ho sentito acerbo. A meno che, non conoscendo il Carmignano come zona nè come prodotti, io non abbia interpretato male ciò che ho sentito. Il che, ripeto, è probabilissimo.

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